Fondazione Pavarotti: a tu per tu con Nicoletta Mantovani

foto di Luciano Pavarotti in bianco e nero

La moglie del celebre tenore Luciano Pavarotti racconta l’eredità artistica, ma soprattutto umana di quest’uomo straordinario che ha raggiunto un successo planetario senza precedenti

Nella realizzazione della Fondazione Pavarotti, possiamo intravedere un atto di riconoscenza o un dono d’amore per ricordare e tramandare un messaggio che lui stesso avrebbe voluto per i giovani?

Credo entrambe le cose. Riconoscenza per tutto ciò che Luciano ha fatto nel corso della sua lunga carriera coniugato al desiderio di poter continuare la sua opera, di continuare ciò che egli avrebbe voluto fare se non fosse stato fermato dalla malattia. Luciano amava sinceramente i giovani, sentiva quasi il dovere di dover condividere con loro la sua passione ed esperienza. Si sentiva profondamente grato del dono che aveva ricevuto, la voce, e poter lavorare con i giovani era il suo modo per restituire qualcosa. Ci fa piacere pensare che, ogni volta che la Fondazione porta sul palcoscenico un nuovo cantante, Luciano da lassù gli regali uno dei suoi meravigliosi sorrisi. 

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