Festival dell’Economia 2026: giovani, mobilità e valore economico

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Giovani generazioni, intermediari di opportunità e di viaggio

Anna Magli

 

In un mondo sempre più interconnesso, la possibilità di muoversi non rappresenta più soltanto una libertà individuale, ma una vera condizione di accesso al futuro. Muoversi tra Paesi, culture, sistemi formativi e mercati del lavoro significa oggi poter intercettare opportunità, costruire competenze, ampliare relazioni e partecipare in modo attivo a un’economia globale che cambia rapidamente.

È da questa riflessione che prende forma il panel “Intermediari di opportunità e di viaggio: giovani, mobilità e valore economico”, che si è tenuto nel corso del Festival dell’Economia di Trento, presso la sala conferenze della Fondazione Caritro: un incontro dedicato al rapporto tra nuove generazioni, mobilità e trasformazioni economiche contemporanee. Un tema che va oltre il concetto tradizionale di turismo e che tocca direttamente il modo in cui i giovani immaginano — e cercano di costruire — il proprio futuro.

Per le nuove generazioni, infatti, la mobilità è diventata una componente essenziale della crescita personale e professionale. Studiare all’estero, confrontarsi con culture differenti, accedere a reti internazionali, spostarsi dove esistono maggiori possibilità formative o lavorative: tutto questo contribuisce oggi a definire non solo un percorso individuale, ma anche il livello di inclusione all’interno della società globale.

La capacità di muoversi si trasforma così in un fattore economico e, in molti casi, in una vera leva di potere. Chi riesce ad accedere alla mobilità dispone spesso di maggiori strumenti per orientarsi nel mercato del lavoro, acquisire competenze trasversali e adattarsi ai cambiamenti.

In questo scenario, anche il turismo assume un significato nuovo. Non più soltanto settore legato alle vacanze o al tempo libero, ma infrastruttura economica che connette territori, persone, e opportunità. Ed è proprio dentro questa trasformazione che il ruolo delle agenzie di viaggio può essere reinterpretato: non più solo intermediari commerciali, ma soggetti capaci di facilitare l’accesso alla mobilità internazionale, accompagnando giovani e professionisti dentro sistemi sempre più complessi e globalizzati.

Fra gli interventi del panel, anche quello del nostro editore, Sandra Paoli, nel suo ruolo di  Presidente Fivet Trentino Alto Adige e Vice Presidente – Confcommercio Trentino.

 

Oggi la mobilità sembra essere diventata una condizione essenziale per accedere alle opportunità: che cosa significa concretamente per le nuove generazioni?

Oggi la mobilità non significa soltanto spostarsi, ma avere accesso a opportunità formative, professionali e relazionali in un contesto sempre più globale.

Per le nuove generazioni significa poter costruire competenze, esperienze internazionali e reti di contatto che aumentano le possibilità di crescita personale e occupazionale. In questo scenario, gli intermediari di opportunità e di viaggio — scuole, università, agenzie, piattaforme digitali e operatori del turismo — hanno un ruolo centrale nel rendere la mobilità più accessibile, orientata e inclusiva.

La mobilità, quindi, non produce solo valore individuale, ma anche valore economico e sociale, perché favorisce circolazione di competenze, innovazione e sviluppo dei territori.

 

In che modo la capacità di muoversi tra territori, sistemi formativi e mercati del lavoro incide sulle possibilità di crescita personale e professionale dei giovani?

La capacità di muoversi tra territori, sistemi formativi e mercati del lavoro oggi rappresenta un vero moltiplicatore di opportunità.

Per i giovani, la mobilità significa accesso a nuove competenze, esperienze internazionali e reti relazionali che aumentano il capitale umano e la competitività professionale. In questo contesto, gli intermediari del viaggio e delle opportunità — scuole, università, agenzie, piattaforme e operatori turistici — svolgono un ruolo strategico nel facilitare connessioni, esperienze e percorsi di crescita.

La mobilità, quindi, non genera solo valore personale e culturale, ma anche valore economico, perché favorisce occupazione, innovazione e circolazione di competenze in un mercato sempre più globale

 

 

Perché la mobilità può essere considerata non solo un fattore economico, ma anche una vera leva di potere sociale?

La mobilità può essere considerata una leva di potere sociale perché oggi non determina solo la possibilità di spostarsi, ma soprattutto l’accesso a opportunità, conoscenze, reti relazionali e percorsi di crescita.

Chi ha maggiori possibilità di muoversi tra territori, formazione e mercati del lavoro tende ad avere più strumenti per costruire il proprio futuro e partecipare in modo attivo alla vita economica e sociale.

Per questo gli intermediari di opportunità e di viaggio svolgono un ruolo strategico: rendere la mobilità accessibile significa favorire inclusione, sviluppo delle competenze e riduzione delle disuguaglianze. La mobilità, quindi, genera non solo valore economico, ma anche capitale sociale e possibilità di emancipazione per le nuove generazioni.

 

In questo scenario, quale ruolo possono avere il turismo e le agenzie di viaggio come infrastrutture della connessione globale?

In questo scenario, il turismo e le agenzie di viaggio possono svolgere un ruolo fondamentale come infrastrutture della connessione globale, perché non facilitano soltanto gli spostamenti, ma mettono in relazione persone, culture, territori e opportunità.

Le agenzie di viaggio, oggi, non sono più semplici intermediari commerciali: diventano facilitatori di esperienze, orientamento e accesso alla mobilità, soprattutto per i giovani che si muovono per studio, lavoro o crescita personale.

Il turismo, inoltre, genera valore economico, circolazione di competenze e apertura interculturale, contribuendo a creare reti globali sempre più integrate. In questo senso, mobilità e turismo diventano strumenti strategici di sviluppo sociale ed economico.

Esiste il rischio che, in futuro, le disuguaglianze si misurino sempre di più tra chi ha accesso alla mobilità internazionale e chi invece ne resta escluso?

Sì, esiste questo rischio, ma è anche una sfida.

Chi può viaggiare, studiare o lavorare in contesti diversi sviluppa competenze linguistiche, digitali e interculturali che aumentano il proprio capitale umano e le possibilità di crescita. Al contrario, chi resta escluso dalla mobilità rischia di avere meno accesso a reti, esperienze e occasioni di sviluppo.

Per questo gli intermediari di opportunità e di viaggio — scuole, università, agenzie viaggi e operatori del turismo — hanno una responsabilità importante: rendere la mobilità più accessibile, inclusiva e sostenibile, affinché non diventi un privilegio per pochi ma uno strumento di crescita diffusa e di valore economico e sociale.

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