Il turismo cresce rapidamente, ma il sistema dell’ospitalità deve rafforzare le competenze necessarie per accompagnarne l’evoluzione
Per sostenere la crescita del settore servono nuove competenze, dalla cultura dell’accoglienza alle sfide digitali e green
Anna Magli
Il turismo cresce, ma senza competenze adeguate rischia di perdere proprio ciò che lo rende unico: la qualità dell’accoglienza.
Dopo gli anni difficili della pandemia, il settore ha registrato una ripresa vigorosa, con incrementi stimati tra il 13 e il 18% nel 2025. Le destinazioni si moltiplicano, i flussi internazionali tornano a intensificarsi e il nostro Paese conferma la sua capacità di attrarre visitatori da tutto il mondo.
Dietro questi numeri positivi emerge però un paradosso che il settore conosce bene: mentre il turismo cresce, le competenze professionali necessarie per sostenerlo non sempre tengono lo stesso passo.
Il problema non riguarda soltanto il numero di lavoratori disponibili – cuochi, camerieri, tecnici dell’ospitalità – ma soprattutto la qualità e l’aggiornamento delle competenze richieste da un’industria che cambia rapidamente.
Secondo il PANTOUR Country Skills Profile Report 2025, che analizza il mercato del lavoro turistico e i fabbisogni professionali nei diversi Paesi europei, l’Italia si trova oggi davanti a una sfida cruciale: colmare il divario tra crescita della domanda turistica e preparazione delle risorse umane.
Il report individua alcune aree particolarmente critiche.
La prima riguarda le competenze socio-culturali, fondamentali in un settore che vive di relazione con l’ospite. I lavoratori italiani dimostrano una buona capacità di adattamento e una discreta sensibilità verso temi come diversità, inclusione e interazione interculturale. Tuttavia emergono lacune in aspetti decisivi dell’esperienza turistica: la comunicazione efficace con gli ospiti nella loro lingua e la capacità di offrire un servizio clienti realmente eccellente.
In un turismo sempre più internazionale e competitivo, queste abilità diventano determinanti. Non si tratta soltanto di cortesia o professionalità: la qualità della relazione con il visitatore è ciò che costruisce fiducia, reputazione e fidelizzazione.
Un secondo ambito riguarda le competenze green. Le imprese turistiche italiane dimostrano una crescente consapevolezza dell’importanza della sostenibilità e delle normative ambientali. Tuttavia questa sensibilità non sempre si traduce in pratiche operative consolidate. Gestione delle risorse, riduzione dei rifiuti, modelli di economia circolare: sono temi ormai centrali nel turismo europeo, ma nel nostro Paese l’integrazione sistematica di queste competenze resta ancora parziale.
Infine, le competenze digitali. L’evoluzione tecnologica ha cambiato profondamente il modo in cui i viaggiatori scelgono, prenotano e vivono le loro esperienze. Dalla gestione dei dati alla comunicazione online, fino alla personalizzazione dell’offerta turistica, le piattaforme digitali sono diventate uno strumento strategico per gli operatori del settore. Eppure molte imprese riconoscono di dover ancora rafforzare queste capacità per restare competitive in un mercato sempre più connesso.
In altre parole, il turismo contemporaneo richiede competenze sempre più ibride e personalizzate.

Il ruolo della formazione
Di fronte a questo cambiamento, la formazione diventa una leva decisiva. Accanto alle tradizionali scuole alberghiere, negli ultimi anni si sono sviluppati percorsi sempre più orientati alla professionalizzazione e al collegamento diretto con il mondo delle imprese.
Un esempio interessante arriva dal Trentino, dove il sistema di Alta Formazione Professionale (AFP) offre corsi post-diploma di due anni pensati per rafforzare l’offerta professionalizzante in settori strategici come il turismo.
Tra questi percorsi si distingue il corso per Tecnico superiore dei servizi della filiera turistica e ricettiva organizzato da ENAIP Trentino a Riva del Garda. Il programma prevede una formazione specialistica accompagnata da stage in azienda e prepara figure professionali destinate a lavorare in hotel, tour operator, organizzazione di eventi e promozione territoriale.
Accanto a questi percorsi, il territorio trentino ospita anche alcune tra le più qualificate scuole alberghiere italiane, come l’Istituto di Formazione Professionale Alberghiero di Levico Terme e l’Istituto Alberghiero di Rovereto, coinvolto nel progetto Hotel & Tourism Campus, sviluppato in stretto rapporto con le imprese del settore.
Si tratta di esperienze che dimostrano come la formazione turistica possa evolvere verso modelli sempre più integrati con il mondo del lavoro.

L’investimento delle imprese
Accanto alla scuola, però, un ruolo decisivo è svolto dalle imprese. Sempre più operatori del settore stanno realizzando che l’eccellenza dell’accoglienza nasce anche da un investimento costante nella crescita professionale del personale.
È il caso, ad esempio, di Trentino Holidays, che, come raccontato nell’intervista pubblicata su Glance, ha sottolineato come la qualità dell’esperienza turistica dipenda soprattutto dalle persone che la rendono possibile. Per questo la formazione continua e la valorizzazione delle competenze interne rappresentano una delle leve strategiche su cui l’azienda ha scelto di investire.

Il valore delle persone
Il turismo è spesso raccontato attraverso numeri: arrivi, presenze, tassi di occupazione delle strutture ricettive. Ma la vera infrastruttura del turismo resta invisibile. È fatta di persone.
Cuochi, receptionist, guide, manager, operatori della promozione territoriale: sono loro a trasformare un viaggio in un’esperienza. In un settore fondato sulla relazione e sull’accoglienza, il capitale umano diventa il vero fattore competitivo.
Per questo la crescita del turismo italiano non può prescindere da un investimento altrettanto forte nelle competenze.
L’obiettivo è tracciare un percorso che permetta al nostro Paese di consolidare il proprio ruolo non soltanto come una delle mete più desiderate al mondo, ma anche come uno dei luoghi in cui l’arte dell’ospitalità continua a rinnovarsi e a esprimere la sua eccellenza.