Parkhotel Laurin: ConTanima, il dialogo tra territori che parte dall’identità
Nel cuore di Bolzano un'esperienza gastronomica pensata attorno alla contaminazione tra ingredienti e culture
Anna Magli
Nel cuore di Bolzano, a pochi passi dalla stazione, il Parkhotel Laurin è da oltre un secolo molto più di un luogo di ospitalità: è uno spazio in cui tradizione e contemporaneità convivono in armonia, tra arte, cultura e una visione dell’accoglienza che ha saputo evolversi senza perdere identità.
È dentro questa storia, in questo sguardo aperto sul tempo, che prende il via il progetto del ristorante ConTanima, all’interno della magica Glasshouse, l’antica serra immersa nel parco dell’Hotel Laurin. Una raffinata location per ospitare eventi gastronomici speciali, in cui la cucina dello chef Dario Tornatore si apre al dialogo con chef ospiti e produttori, dando vita a incontri che mettono in relazione territori, visioni e linguaggi culinari diversi.
Quello che si sta per realizzare non è semplicemente un calendario di appuntamenti, ma un arricchimento del percorso intrapreso molti anni fa. ConTanima diventa uno spazio dinamico, un laboratorio in cui la cucina si costruisce nell’incontro. Cene a quattro mani, serate tematiche, collaborazioni con produttori: ogni evento nasce come un’esperienza unica, pensata attorno alla contaminazione tra ingredienti, tecniche e sensibilità, con un’attenzione costante alla stagionalità e alla qualità delle materie prime.
In questo senso, Bolzano non è solo lo sfondo, ma parte integrante del progetto. Città di frontiera per definizione, crocevia tra mondi e culture, diventa il contesto naturale per una proposta che fa del confronto il proprio linguaggio. ConTanima si inserisce così in una geografia più ampia, contribuendo a rafforzare il ruolo della città come luogo di dialogo tra tradizioni gastronomiche diverse, capace di rinnovarsi continuamente senza perdere la propria identità.
Il primo appuntamento, il 27 aprile, si apre con il Giappone, attraverso una serata dedicata ai whisky Nikka, storico marchio della tradizione nipponica: una masterclass introduttiva, un menu degustazione che intreccia suggestioni orientali e sensibilità contemporanea, e un finale conviviale nella Cigar Lounge, per apprezzare una selezione di sigari Davidoff. Non un semplice abbinamento, ma un’esperienza vissuta sull’incontro tra culture, che trova nella tavola la sua espressione più immediata.
Con questa evoluzione, ConTanima, oltre a confermarsi uno dei più autorevoli punti di riferimento della gastronomia cittadina, rinnova la propria vocazione di spazio vivo, capace di interpretare una domanda sempre più attuale: vivere il cibo non solo come esperienza, ma come relazione, scoperta e attraversamento di confini.

Per comprendere a fondo questa evoluzione, Glance ha rivolto alcune domande ad Alina Cornescu Marketing Manager del Parkhotel Laurin.
Dopo il debutto con il Giappone, quali saranno le prossime aree geografiche o culturali che intendete esplorare con ConTanima?
Innanzitutto valorizzare il territorio che significa collaborare con fornitori di prodotti locali che sono anche nostri fornitori abituali e garantiscono sempre una qualità molto alta. Poi esploreremo un po’ tutta l’Italia, dal Garda fino alla Toscana, non escludendo anche l’Europa, magari in modo più specifico la Germania e Monaco di Baviera , dove ci sono realtà molto affini al ConTanima, quindi già predisposte a collaborazioni di questo genere. È un percorso che stiamo ancora costruendo e che non del tutto improntato sulle cene in collaborazione tra gli chef : l’obiettivo, è infatti far emergere e centralizzare la forte identità del ConTanima, creata dal nostro chef Tornatore. Ci saranno quindi serate guidate solamente dallo chef Tornatore, con la sua creatività, su tematiche particolari. Il focus è continuare a valorizzare la filosofia ConTanima e renderla protagonista in queste serate anche con la presenza di amici chef e fornitori: un progetto che crea un valore aggiunto alla comunità di Bolzano, che da sempre riconosce l’unicità del nostro progetto gastronomico.
Perché avete scelto proprio il Giappone per inaugurare questo nuovo percorso: è una suggestione personale, una direzione gastronomica o un punto di partenza simbolico?
Tutto è nato da un’intuizione del nostro Bar Manager, Christian Gruber, che lavora seguendo una visione chiara: unire territorio, tecnica e apertura internazionale. Gruber ha un ottimo rapporto con i nostri fornitori di whisky e drink di eccellenza, con cui aveva già fin dallo scorso anno, ipotizzato la nascita di questo evento. Abbiamo voluto cogliere l’opportunità di valorizzare la craftsmanship, l’artigianalità di questo whisky Nikka, storico marchio della tradizione giapponese, e combinarla con il menù ContAnima. Lo Chef Tornatore d’altra parte, ha già sperimentato influenze giapponesi nei suoi menù, introducendo la sua versione di gyoza, quindi abbiamo deciso di portare questa cultura affascinante all’interno del ConTanima ed integrarlo con le nostre proposte.
Il dialogo sarà centrato solo sui superalcolici o coinvolgerà anche vini, prodotti tipici e più in generale le culture gastronomiche dei territori esplorati?
Non sarà centrato solo sui superalcolici perché siamo consapevoli di come il mondo sta andando in altre direzioni, come quelle che vedono valorizzate bevande analcoliche totalmente innovative: porteremo infatti sulle nostre tavole vini molto validi sia nazionali che internazionali, anche per soddisfare la curiosità della comunità locale. Così come non ci limiteremo solo alle proposte ConTanima ma sperimenteremo altre cucine come quella vegana o vegetariana grazie anche a Chef specializzati che offrono esperienze gustative molto interessanti.
Gli eventi saranno sempre costruiti come esperienze complete, come in questo caso tra masterclass, menu e momenti conviviali, oppure potranno avere formati diversi a seconda del tema?
Avranno format diversi a seconda del tema trattato. Potrà essere una semplice cena improntata su un determinato ingrediente, oppure potrà essere un menù offerto con una verticale di vini in abbinamento – tipo un vino di un’annata diversa o di tipo diverso per ogni singolo piatto – oppure solo anche una masterclass informale. In linea di massima, però, sarà la cena il focus dell’evento: la tavolata, la condivisione e la convivialità del cibo.
In questa apertura internazionale, come riuscite a mantenere un legame forte con il territorio e con l’identità che vi caratterizza?
Il nostro focus principale non è l’internazionalità; lo dimostra il fatto che abbiamo un forte legame con i fornitori locali, il nostro chef può essere di provenienza locale, portando magari visioni interessanti ed interpretazioni inedite del suo territorio.
Manteniamo l’identità ConTanima, la territorialità e anche l’utilizzo degli ingredienti locali che gli chef (il nostro e quello ospite) studieranno per il menù. Affiancare un altro chef è stuzzicare un po’ la fantasia e la curiosità delle persone: di base però il locale rimane lo stesso con le sue peculiarità, le sue innovazioni e soprattutto con Dario Tornatore che ha dato la sua impronta inconfondibile a ConTanima. Lo stesso nome del ristorante parla di contaminazione dell’anima, un luogo che non si chiude nella sua torre di avorio ma si apre al mondo e alle altre culture.
